Mio padre Alberto è il protagonista di questo racconto: classe 1955, chimico e visionario, indossava il suo camice logoro, costellato da infinite macchie di colori diversi che tra un esperimento e l’altro gli erano finiti addosso.

Come tutte le grandi scoperte, accadde tutto un po’ per caso, nel laboratorio della Liberty Chemicals, dove mio padre, titolare della società, andava periodicamente a rifugiarsi per trovare ristoro dalle innumerevoli alle telefonate di clienti e fornitori.

Iniziava a selezionare qualche polvere di colore, prendere dei grossi recipienti di vetro e una volta riempiti d’acqua scioglieva i colori riscaldando gradualmente la temperatura.

Sono molti i fattori che determinano “come” il colore tinga il tessuto: il pH, la tipologia dell’acqua, la quantità di sale nella soluzione e così via.

Quella volta accadde la magia: quando il pezzo di tessuto riemerse dalla tintura e venne asciugato notò subito la sua particolarità.

Sembrerebbe facile realizzare una sciarpa ma in realtà è frutto di una lunga ricerca, dei migliori materiali, a partire dalla struttura del tessuto e di come questo, una volta tinto, assorbe il colorante.

Esistono tantissime fibre tessili ed ognuna reagisce al colore in maniera differente.

Era incredibilmente cangiante!

Grazie alla rifrazione della luce e alla penetrazione del colore nella fibra, il tessuto colpito dai raggi della luce, sopratutto quella diretta del sole, prendeva nuove sfumature e nuovi colori.

sciarpe

Io, Corrado, che a quei tempi lavoravo in laboratorio, venni subito coinvolto nella casuale scoperta e insieme ad Alberto Beverina, che rientrava dalla solita staffetta da Como, celebrammo tutto con un grande entusiasmo!

Il problema che segui subito dopo era che non avevamo idea di che tessuto fosse, sopratutto perchè quell’effetto particolare avveniva solo su quello e non su altri tessuti.

Il problema era comune in laboratorio, lavoravamo con più di quattrocento prodotti chimici per il tessile, e ogni giorno venivamo sommersi dai tessuti dei clienti, sui quali svolgevamo test, prove di stampa e così via.

Non vi nascondo che la maggior parte delle volte regnava il caos, e per fare in fretta si creavano dei piccoli mucchi di tessuti e di prove che andavano man mano accumulandosi.

Tanto che periodicamente ci eravamo imposti delle rigorose pulizie di riordino.

Mio Padre ha una mente incredibile: sa per filo e per segno ricollegare il contenuto del “mucchio” alla specifica prova/cliente.

Io e Jessica, che si occupa della gestione del laboratorio, facevamo il nostro meglio per riordinare le cose e arginare l’entropia, costruendo nuovi archivi.

Ma la regola generale restava che “non si poteva buttare niente senza consenso”, altrimenti mio padre non sarebbe stato in grado di ritrovare i suoi preziosi tessuti nel “mucchio”.

seta

Fu così che, quando scoprimmo le incredibili proprietà del tessuto che avevamo appena tinto, non avessimo idea di dove venisse!

Tuttavia, nessuno si arrese, mentre nella mia mente iniziava a svilupparsi l’idea che avrei potuto farne una sciarpa da aggiungere alla mia collezione!

Gli altri si misero alla ricerca di quel tessuto emerso dal caos, nel posto giusto al momento giusto.

Non fu facile e ci volle qualche mese per venire a capo dell’enigma! Mentre la ricetta per la tin-tura era stata rigorosamente registrata e, almeno in piccolo, funzionava, iniziammo a provare innumerevoli tessuti per replicare l’effetto.

Ne servirono più di duecento.  Provammo prima dei tessuti a struttura semplice, fatti di una fibra, cotone, seta, lino, viscosa.

Poi iniziammo a provare tessuti di fibre miste, con strutture più complesse.

Non tutti sanno che un tessuto è composto da una trama e un ordito, e che questi possono essere di due fibre diverse.

Provammo cotone/seta, lino/cotone, lino/seta ed infine riuscimmo a trovare quello che cercavamo!

Era lo stesso velo che si utilizza per gli abiti da sposa, un meraviglioso chiffon di seta modal, che grazie alla sua struttura durante il complesso processo di tintura donava l’inimitabile iridescenza che avrebbe reso uniche le nostre sciarpe My Scarf in a Box™.

Corrado Manenti

Ora che conosci la nostra storia e come siamo arrivati a creare delle sciarpe di seta uniche e inimitabili scopri quali sono tutti i modelli e come scegliere la sciarpa più adatta per ogni occasione!

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