Chi Siamo:

Dietro ogni sciarpa c'è una grande storia, questa è la nostra.

Siamo alchimisti, tintori, sarti e designer uniti da una grande passione ed un unico scopo:

 

“Realizzare le sciarpe Italiane più belle di sempre”

Per tanti la sciarpa è solamente un accessorio, per noi la sciarpa è TUTTO e abbiamo deciso di dedicarci solo a quello.

Abbiamo cercato e selezionato nel nostro territorio le migliori realtà produttive che sposassero la nostra filosofia nella creazione di un oggetto unico, bello e che richiede cura e tempo per essere realizzato.

Non abbiamo dovuto andare lontano nascendo a Gallarate, un tempo luogo di una grande tradizione tessile poco distante da Como.

Abbiamo ricercato e selezionato nel nostro territorio le migliori realtà produttive che sposassero la nostra filosofia nella creazione di un oggetto unico, bello che richiedesse una gran cura e tempo per essere realizzato:

“come si faceva una volta”

Se una sciarpa non fosse soltanto un mero accessorio?

Se invece potesse diventare un elemento distintivo della nostra personalità e del nostro modo di essere nel mondo?

Queste erano alcune delle domande che risuonavano nella mia testa all’inizio della nostra avventura partita quasi quattro anni fa.

Questa è la nostra storia, la mia storia.

Corrado Manenti

Corrado Manenti

Creatore di My Scarf in a Box™

Riccardo Rovi

Riccardo Rovi

Direttore Creativo di My Scarf in a Box™

Alberto Manenti

Alberto Manenti

Lead Creative My Scarf in a Box™

Claudio Di Vincenzo

Claudio Di Vincenzo

Responsabile Commerciale di My Scarf in a Box™

LA MIA STORIA:

 

Ho lavorato fin da giovane nell’azienda di famiglia, passavo metà del mio tempo tra prove di laboratorio e il restante ad accompagnare i tecnici in giro a fare ricerche.

I nostri clienti erano tutti stampatori di tessuti.

Essendo nato e cresciuto a Gallarate, un tempo nel pieno centro dell’industria tessile manifatturiera Lombarda, almeno sulla carta dovevo essere portavoce di una grande cultura tessile, non fosse stato che tutte le grandi aziende della città erano fallite molto prima della mia nascita.

Così ci spostavamo verso Como.

Quando iniziai a lavorare, dell’illustre tradizione restavano soltanto l’antico retaggio e la nomea di Città della Seta.

Con il progressivo scomparire degli allevamenti dei bachi da seta e l’arrivo delle fibre sintetiche, la tradizione comasca era relegata a poche stamperie (baluardi della stampa a quadro) che progressivamente stampavano sempre meno seta, che in onore delle antiche origini proveniva tutta dalla Cina.

Se c’è una cosa che ho scoperto in questi anni in cui ho visto nascere My Scarf in a Box™ è che:

“la seta non va più di moda, se la ricordano le anziane signore, la toccano con mano esperta di conoscitrici, ma per uno della mia generazione la seta è qualcosa di insolito, una fibra di lusso, una cosa per pochi”

Le uniche declinazioni contemporanee erano le cravatte, le pochette da tasca e quei bei foulard colorati che trovavano massimo esponente della categoria nelle variopinte e caleidoscopiche stampe di Hermes.

Quello che la gente di solito non immagina acquistando un prodotto finito, in un negozio o in una boutique, è tutto quello che ci sta dietro, quella che in gergo tessile viene denominata la filiera.

Per mia fortuna o sfortuna professionale, ci avevo passato dentro gran parte dei miei anni “buoni” tra i venti e i trenta, ed era diventata parte delle mie giornate.

 ALLA RICERCA DELLA SCIARPA PERFETTA:

Ma per fortuna la mia vita non era solo lavoro, avevo parallelamente ricominciato a studiare all’università e nel poco tempo che mi rimaneva cantavo.

La musica era da sempre la mia passione, avevo iniziato da bassista e riscoperto cantante andando a infrangere la grandissima timidezza che aveva contraddistinto la mia adolescenza.

Iniziai con studiare il jazz con i suoi standard e suoni pacati, mi piaceva lo swing Sinatra, Chat Baker e finì con scoprirmi tenore e studiare le arie antiche ed operistiche.

Fu questo che quasi inevitabilmente mi avvicinò al mondo delle sciarpe, e non solo d’inverno quando faceva freddo. La mia voce era troppo preziosa per rischiare di perderla in qualche passeggero mal di gola.

Come ho detto in una recente intervista:

“Sono sempre stato circondato da un sacco di sciarpe, ne sono letteralmente sommerso. Ho un passato da cantante, ho studiato per tanti anni l’arte della voce e avevo sempre una paura folle di perderla. Per questo ho collezionato tutte quelle sciarpe: per proteggermi il collo in tutte le occasioni”

Questa mia passione per le sciarpe mi aveva ben presto portato a scoprire più o meno tutte le tipologie di sciarpa presenti sul mercato.

Dalle più economiche a quell più costose (che un povero studente lavoratore come me ai tempi poteva permettersi).

C’erano sciarpe da pochi euro, sciarpe da qualche decina di euro e sciarpe costosissime che mi facevano sognare. Quello che però le accumunava tutte era il fatto che per qualche motivo non andassero bene per ogni occasione.

Le sciarpe di lana erano mediamente brutte e troppo ingombranti, stavano bene quando fuori c’era la neve e il freddo ma appena entravi al coperto iniziava a sudarmi il collo.

Paradossalmente questo era fonte di un’immediato mal di gola che paradossalmente risultava peggio che non metterla proprio.

Da bravo ragazzo “allergico a più o meno tutto” mi davano una fastidiosa irritazione. La barba era impietosa e dopo qualche tempo la sciarpa diventava un groviglio di fastidiosi “pelucchi“.

Il Cotone andava bene in primavera ed estate ma era completamente inefficiente al vento anche quello moderato.

Le fibre sintetiche, l’acetato e l’acrilico davano vita a sciarpe molto belle, dai colori vivaci economiche che facevano certo una loro figura. Ma traspiravano pochissimo e non andavano bene in tutte le “mezze stagioni”.

Se allora mi avessero detto: “Prova una sciarpa di Seta” avrei detto: “NO” 

Era una giornata come tante

 

 

 

 

Luisa Sanfilippo

Luisa Sanfilippo

Operation & Account per My Scarf in a Box™

Adelio Lentini

Adelio Lentini

Tecnico Senior Ricerca e Sviluppo per My Scarf in a Box™

Jessica De Rosa

Jessica De Rosa

Laboratorio Ricerca e Sviluppo per My Scarf in a Box™

Michele Riva

Michele Riva

Fotografo Ufficiale per My Scarf in a Box™

 L’ALCHIMIA DIETRO LE NOSTRE SCIARPE:

Sembrerebbe facile realizzare una sciarpa ma in realtà è frutto di una lunga ricerca, dei migliori materiali, a partire dalla struttura del tessuto e di come questo, una volta tinto, assorbe il colorante.

Esistono tantissime fibre tessili ed ognuna reagisce al colore in maniera differente.

Come tutte le grandi scoperte, accadde tutto un po’ per caso, nel laboratorio della Liberty Chemicals, dove mio padre, titolare della società, andava periodicamente a rifugiarsi per trovare ristoro dalle innumerevoli alle telefonate di clienti e fornitori.

Mio padre Alberto è il protagonista di questo racconto: classe 1955, chimico e visionario, indossava il suo camice logoro, costellato da infinite macchie di colori diversi che tra un esperimento e l’altro gli erano finiti addosso.

Iniziava a selezionare qualche polvere di colore, prendere dei grossi recipienti di vetro e una volta riempiti d’acqua scioglieva i colori riscaldando gradualmente la temperatura.

Sono molti i fattori che determinano “come” il colore tinga il tessuto: il pH, la tipologia dell’acqua, la quantità di sale nella soluzione e così via.

Quella volta accadde la magia: quando il pezzo di tessuto riemerse dalla tintura e venne asciugato notò subito la sua particolarità.

Era incredibilmente cangiante!

Grazie alla rifrazione della luce e alla penetrazione del colore nella fibra, il tessuto colpito dai raggi della luce, sopratutto quella diretta del sole, prendeva nuove sfumature e nuovi colori.

Io, che a quei tempi lavoravo in laboratorio, venni subito coinvolto nella casuale scoperta e insieme ad Alberto Beverina, che rientrava dalla solita staffetta da Como, celebrammo tutto con un grande entusiasmo!

Il problema che segui subito dopo era che non avevamo idea di che tessuto fosse, sopratutto perchè quell’effetto particolare avveniva solo su quello e non su altri tessuti.

Il problema era comune in laboratorio, lavoravamo con più di quattrocento prodotti chimici per il tessile, e ogni giorno venivamo sommersi dai tessuti dei clienti, sui quali svolgevamo test, prove di stampa e così via.

Non vi nascondo che la maggior parte delle volte regnava il caos, e per fare in fretta si creavano dei piccoli mucchi di tessuti e di prove che andavano man mano accumulandosi.

Tanto che periodicamente ci eravamo imposti delle rigorose pulizie di riordino.

Mio Padre ha una mente incredibile: sa per filo e per segno ricollegare il contenuto del “mucchio” alla specifica prova/cliente.

Io e Jessica, che si occupa della gestione del laboratorio, facevamo il nostro meglio per riordinare le cose e arginare l’entropia, costruendo nuovi archivi.

Ma la regola generale restava che “non si poteva buttare niente senza consenso”, altrimenti mio padre non sarebbe stato in grado di ritrovare i suoi preziosi tessuti nel “mucchio”.

Fu così che, quando scoprimmo le incredibili proprietà del tessuto che avevamo appena tinto, non avessimo idea di dove venisse!

Tuttavia, nessuno si arrese, mentre nella mia mente iniziava a svilupparsi l’idea che avrei potuto farne una sciarpa da aggiungere alla mia collezione!

Gli altri si misero alla ricerca di quel tessuto emerso dal caos, nel posto giusto al momento giusto.

Non fu facile e ci volle qualche mese per venire a capo dell’enigma! Mentre la ricetta per la tin-tura era stata rigorosamente registrata e, almeno in piccolo, funzionava, iniziammo a provare innumerevoli tessuti per replicare l’effetto.

Ne servirono più di duecento.  Provammo prima dei tessuti a struttura semplice, fatti di una fibra, cotone, seta, lino, viscosa.

Poi iniziammo a provare tessuti di fibre miste, con strutture più complesse. 

Non tutti sanno che un tessuto è composto da una trama e un ordito, e che questi possono essere di due fibre diverse.

Provammo cotone/seta, lino/cotone, lino/seta ed infine riuscimmo a trovare quello che cercavamo!

Era lo stesso velo che si utilizza per gli abiti da sposa, un meraviglioso chiffon di seta modal, che grazie alla sua struttura durante il complesso processo di tintura donava l’inimitabile iridescenza che avrebbe reso uniche le nostre sciarpe My Scarf in a Box™

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